Creatività

di Franca Bruttini

Chi è creativo lo è dalla nascita, non è una capacità che si può imparare. Si può affinare questa qualità, svilupparla ma è una predisposizione che si ha nei geni. L'attitudine creativa a volte è istintiva, altre è ragionata. In ambedue i casi è proporzionale all'intelligenza dell'individuo, intelligenza intesa come sensibilità e capacità di riflessione.

È evidente quindi la correlazione tra iperdotazione psichica e creatività, che sinotticamente potremmo così rappresentare:

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Creatività istintiva

Viene estrinsecata d'impulso. È un'espressione meteora che in genere si dichiara in momenti particolarmente emotivi della vita dell'individuo sensibile. Solitamente si esprime con manifestazioni artistiche. Tra i creativi istintivi, esempio di quanto detto, troviamo Giacomo Leopardi. Di lui gli esperti dicono:

La poesia di Leopardi, non nasce solo da un senso di inadeguatezza alla realtà, di sproporzione fra reale e sovrannaturale, ma soprattutto da un dolore che è motore primario del fare poetico, dolore universale e insieme profondamente intimo e personale… ([2])

Leopardi quindi, immerso sì perennemente nel suo pessimismo, creava istintivamente nei momenti di estrema tristezza, stimolato dalle domande esistenziali che si poneva

…il dolore per la propria patria, l'Italia, divisa e preda di dominazioni straniere; il dolore per lo sfiorire rapido e inavvertito della giovinezza; lo scorrere inesorabile del tempo; il dolore per la morte e soprattutto per la morte intesa in senso materialistico, come termine ultimo della vita ([2]).

La creatività istintiva è qualcosa di non catalogabile. È una libertà di espressione, a volte violenta ed anarchica. Un altro esempio di artista che rientra in questa casistica di creatività, è Antonio Ligabue. Gli studiosi affermano

Fu uno dei grandi pittori italiani di tutti i tempi. Bizzarro, originale per la sua visione del mondo e della realtà, per tutta la vita fu considerato soprattutto un matto. Fu istintivo e autentico nella sua espressione artistica, solo questa è stata la sua pazzia. È considerato il più alto esponente dei naïf italiani e rivestì la realtà più semplice di intricati elementi vegetali, popolandola di animali domestici e selvaggi ([1]).

Nel primo esempio, quindi, l'input alla creatività viene dato da una sfiducia nei confronti della vita, da una continua ricerca di risposte, da una insicurezza ed evidente introversione.

Nel secondo caso, invece, il disagio psichico viene trasformato in una sorta di disordine mentale che, in modo del tutto incontrollato, si sfoga con l'esternazione della vita che l'artista vede dentro sé e che vorrebbe, o addirittura immagina, essere realtà.

Creatività ragionata

La creatività ragionata è molto presente in ambito professionale ed è interconnessa con le scelte professionali, se l'individuo ha la libertà di applicarla (imprenditore, dirigente…).

Ci sono poi aziende specializzate che studiano la materia per il raggiungimento dell'obiettivo commerciale dei loro clienti. Si pensi al grafico pubblicitario.

Ritengo, però, sia più interessante riflettere sulla creatività ragionata della strada, nel senso dell'inventiva genuina che viene estrinsecata nelle piccole realtà professionali, senza aiuti specialistici.

Facciamo due esempi, analizzando un'attività “artistica” e un'attività “tecnica”.

Nel primo caso, parliamo di un artigiano, come ad esempio l'acconciatore. Pur dovendosi attenere alla regole di mercato, della moda, ecc…, l'acconciatore più è creativo e più aggiunge uno spunto personale al lavoro che fa.

Nel secondo caso ricerchiamo la creatività in un chirurgo. È un lavoro importante, ci sono dei protocolli da rispettare, c'è un sapere di cui tener conto, eppure il chirurgo, se creativo, riesce ad apportare comunque qualcosa di suo, magari un dettaglio in una metodologia che personalizza il suo lavoro.

Ed a questo punto dobbiamo parlare necessariamente di creatività ragionata interconnessa con la scelta. Lo svolgimento di una professione, è comunque vincolata al raggiungimento di obiettivi finali (acconciatore = guadagno aziendale, chirurgo = riuscita dell'intervento) quindi la creatività deve essere necessariamente ragionata.

Il creativo quando concepisce l'idea sente un impulso ad esternare quello che ha dentro sé. I mezzi di esternazione possono essere tanti: la pittura, la composizione musicale o letteraria, i progetti aziendali… Abbiamo suddiviso la creatività in due macro sezioni, ma poi ovviamente ogni caso andrebbe considerato a sé.

A volte l'antagonismo alla creatività è l'attenersi alle regole, azione questa spesso obbligatoria nel contesto sociale ma disturbante per il creativo. Questo quando il creativo è superbo e ritiene che le sue esternazioni siano da seguire, non le direttive degli altri. Lui vorrebbe adeguare i contesti nei quali vive a quello che sente dentro. Ciò spesso non è possibile e questo crea rabbia ed autocommiserazione.

Un'altra riflessione si può dedicare al creativo represso. È colui che pur avendo tutte le caratteristiche del caso, vive in un ambito dove è difficile esporre le proprie idee. Lui non osa perché non ha il coraggio di farlo. Accetta quindi di soffocare la sua creatività ma questo gli provoca sofferenza interiore.

È evidente quindi come quasi sempre creatività e disagio psichico siano strettamente correlati. Ambedue costituiscono patrimonio mentale dell'iperdotato psichico.


Bibliografia
1. Antonio Ligabue, http://www.artinvest2000.com/ligabue_antonio.htm, consultato a ottobre 2008.
2. Wikipedia, voce Giacomo Leopardi (poetica), consultata a ottobre 2008.
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